GenEtica: giovani under 35 per la Finanza Etica
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La nostra voce, dal palco
Il 16 maggio ad Ancona si è tenuta l’assemblea annuale di Banca Etica.
Ma cosa succede esattamente durante l’assemblea di una cooperativa? È solo un iter burocratico dove si discute di bilanci e utili?
Non in questo caso.
Per Banca Etica, l’assemblea è il cuore pulsante della vita cooperativa. È il momento in cui tutti i soci e le socie sono invitati a esprimersi e a votare sui temi cruciali: dall’approvazione del bilancio alle proposte di modifica dello statuto.
Qui vige un principio fondamentale: “una testa, un voto”. Non importa quante azioni si possiedano, la preferenza di ognuno ha lo stesso peso. Si tratta di una prova di autentica democrazia, una rarità in un mondo finanziario e bancario dove troppo spesso sacrifica la partecipazione e il dialogo sono sacrificati in nome dell’efficienza.
A proposito di dialogo, l’assemblea è uno spazio aperto al confronto. Chiunque ha il diritto di salire sul palco per prendere la parola, fare domande al Consiglio di Amministrazione, sollevare questioni, muovere critiche costruttive o accendere i riflettori su temi specifici.
Quest’anno, a dare voce a GenEtica sono stati Sara e Davide, che hanno scelto di proiettarsi nel futuro con una “chiacchierata nel 2031”. Si sono immaginati la realtà tra 5 anni: hanno dipinto GenEtica come una comunità fiorente all’interno della banca, capace di amplificare la voce dei giovani e di diventare un punto di riferimento per tutti gli under 35 desiderosi di fare scelte finanziarie consapevoli.

Nel loro intervento, Sara e Davide hanno sottolineato come la strada intrapresa sia quella giusta, ricordando però quanto sarà fondamentale continuare a lavorare in sinergia con la banca per trasformare questa visione in realtà.
Sara e Davide sono scesi dal palco, ma la “chiacchierata nel 2031” continua — nelle sale riunioni, nelle chat, nelle scelte quotidiane di chi decide che la propria tessera da socio non è solo un documento, ma una presa di posizione. Il futuro che hanno immaginato non è fantascienza: è un cantiere aperto, e i mattoni li stiamo mettendo adesso.
E forse è proprio questo il senso più profondo dell’assemblea: non un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Un momento in cui il futuro smette di essere una promessa astratta e diventa una voce concreta sul palco, una mano alzata, un voto. GenEtica c’era. E ci sarà.
Qui il discorso completo tenuto a nome di tutta GenEtica
Contributo di Giovanni Bruscoli
(Foto di Francesco Mastropietro)