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GIT Padova

Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica

Lavoro e territorio

Un progetto per la manutenzione ordinaria dei canali padovani

A cura di Cooperativa Sociale Piovego

Domenica 19 aprile 2020 si sarebbe dovuta tenere un’iniziativa durante la quale la Cooperativa Sociale Piovego avrebbe presentato il progetto di utilità pubblica “Valorizziamo i canali cittadini” del quale è promotore insieme al Comune di Padova (coordinatore), al Laboratorio di Analisi dei Sistemi Ambientali del Dipartimento di Ingegneria Industriale (Università di Padova) e all’Associazione Amissi del Piovego

Purtroppo, a causa dell’emergenza coronavirus l’iniziativa è stata sospesa ma interveniamo con piacere per testimoniare come sia importante il concetto di prevenzione per la tutela del territorio, così come per tutti gli aspetti del nostro vivere e non soltanto per quanto riguarda quello sanitario, anche se oggi si è imposto in modo così dirompente.

Infatti, il tema specifico del nostro progetto riguarda la manutenzione ordinaria e continuativa del verde pubblico lungo i canali urbani attraverso un approccio integrato che consideri contemporaneamente aspetti ambientali, culturali e socio-economici. Quindi, un approccio gestionale alternativo a quello corrente basato sull’emergenzialità.

Le attività esecutive progettuali sono eseguite manualmente con attrezzatura leggera a basso impatto e comprendono l’asportazione dei rifiuti dalle rive e dall’alveo e la gestione della vegetazione spondale: sfalcio e pulizia delle rive, inclusa l’eliminazione della vegetazione infestante e alloctona dannosa in favore di quella autoctona e tipica degli ambienti acquatici; asportazione dei legnami caduti naturalmente o lasciati da lavorazioni precedenti sia in argine che in alveo; rimozione della vegetazione dalle mura medioevali adiacenti i canali.

Naturalmente, buona parte di tali attività viene svolta utilizzando le barche. 

Gli obiettivi del nostro lavoro riguardano il miglioramento della qualità ambientale dei canali e delle aree ripariali per una maggiore fruibilità da parte di residenti e turisti; la creazione di collaborazioni attive tra amministrazioni locali, enti di gestione territoriale e i portatori di interesse; la salvaguardia del patrimonio storico-culturale legato alle vie d’acqua cittadine e alle mura medioevali con ricadute positive sul mondo associativo e, non ultimo, la creazione di posti di lavoro stabili per disoccupati residenti, inclusi immigrati recenti.

Per noi, approccio integrato significa che la salvaguardia ambientale è affrontata nella sua complessità, includendo le sue interazioni sotto molteplici aspetti: quello culturale, attraverso il recupero delle tradizioni del territorio circa la fruizione dei canali urbani e del patrimonio storico-monumentale; quello istituzionale, fornendo strumenti all’amministrazione comunale per affrontare la gestione dei canali in maniera organica; quello socio-economico, grazie al sostegno a persone in situazione di disagio sociale e/o economico, inclusi immigrati recenti, attraverso l’accesso ad una occupazione che garantisca un reddito dignitoso, l’acquisizione di una professionalità e una vera integrazione sociale: quella basata sul lavoro e sulla formazione in termini di sicurezza. 

Concretamente, con questo modo di agire si evidenziano oggettivamente alcuni aspetti trascurati dal modello corrente di gestione del territorio:

  • Attività ad alto contenuto di manodopera e basso impatto ambientale: il progetto interviene nei tratti di canali cittadini inaccessibili ai mezzi meccanici e che perciò non risultavano gestiti in modo sufficiente da diversi anni. Le attività di sfalcio sono quindi svolte a mano e con attrezzatura leggera da personale formato e daddestrato per garantire il rispetto di flora e fauna tipici degli ambienti acquatici, permettendo la cura delle particolarità di ogni tratto per una gestione di lungo periodo.
  • Conoscenza del territorio: i lavoratori sono residenti in città e questo garantisce sia di accrescere una conoscenza pregressa sia un presidio costante.
  • Prevenzione: piuttosto che intervenire saltuariamente e/o dopo il verificarsi di situazioni di emergenza, il progetto garantisce una presenza ordinaria e continuativa, modalità che permette di intervenire prima che si verifichino situazioni di degrado.
  • Interventi eseguiti in ottica unitaria: prima si raccolgono i rifiuti e le ramaglie abbandonate, poi si taglia la vegetazione infestante e, infine, si procede allo sfalcio dell’erba e alle potature essenziali. Questo insieme di servizi, che raramente sono svolti in modo coordinato nella gestione dei nostri territori, ci sta consentendo di rimuovere ingenti quantitativi di rifiuti e di biomasse restituendo alla città scorci di grande pregio paesaggistico e ambientale (p.e. le zone della Specola, del Bastione Alicorno e della Passeggiata del Carmine).
  • Pronto intervento: grazie alla presenza quotidiana, alla conoscenza del territorio ed alla collaborazione tra enti, le squadre operative rispondono rapidamente a segnalazioni circa situazioni di pericolosità o degrado.
  • Creazione di posti di lavoro locali in un settore  che ha eccellenti prospettive ma che è considerato poco interessante perché a bassa redditività: tramite le due edizioni del progetto è stato possibile fornire un reddito, anche se per ora precario, ad un totale di nove residenti in città tra cui cittadini stranieri recentemente immigrati.
  • Dissuasione da comportamenti devianti: tramite il recupero di aree degradate e la presenza regolare di lavoratori sul territorio.
  • Partecipazione: mondo associativo aperto e disponibile a raccogliere i frutti di questa prassi e a riempire di senso spazi recuperati alla fruibilità pubblica.

Ci sembra che questo modo di agire, seppur dal punto di vista di una piccola esperienza locale, metta ulteriormente in luce, per così dire, una certa farraginosità del cosiddetto “regime degli appalti” applicato acriticamente e senza correttivi, una delle pietre miliari dell’approccio emergenziale e sabbia negli ingranaggi delle amministrazioni locali, oggi più che mai in difficoltà a garantire i servizi di base alle proprie comunità.

Questa esperienza mostra che sono percorribili approcci gestionali alternativi, basati sulla fattiva collaborazione fra istituzioni e portatori di interesse del territorio in un’ottica di sostenibilità.

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