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GIT Venezia

Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica

Processo elettorale: dai promotori della lista A

Sollecitata dalla lettera del Presidente ai soci e ai portatori di valori, che trovate pubblicata anche qui nelle pagine del GIT di Padova, Cristina Pulvirenti, promotrice della Lista Autonoma, scrive nel Forum Partecipazione un commento che riportiamo per dare visibilità ai diversi punti di vista:

Care compagne e compagni di ideali,
accomunati dall’essere socie e soci di Banca Etica, e quindi dal diritto diritto-responsabilità di votare per il rinnovo del cda della banca la prossima primavera. Scrivo all’interno della discussione ‘differenza fra liste P e liste A’ anche se mi sembra che il post del socio presidente non avesse l’obiettivo di aprire una discussione. Non oso aprirne un altro, magari con titolo ‘un percorso elettorale senza inciampi?’. Infine, scrivo dopo aver letto (e anche riletto) la lettera di commiato, sempre del socio presidente, ai soci. Lo ringrazio delle ripetizioni, che mi spingono ad intervenire per confrontarmi con voi. Ovviamente qui, per rispettare anche ciò che nel regolamento non è scritto. Scusate ma non posso chiamarvi tutti una per una e uno per uno. Ma in campagna elettorale, chissà… mandate i vostri numeri alla e-mail della lista A-ncora da completare.

Mi auguro leggerete tutti queste poche riflessioni spogliandovi momentaneamente dei vostri ruoli all’interno della banca: coordinatori, referenti dei soci, dipendenti, membri del cda, presidenti di qualcosa, componenti di qualcosa, …. semplicemente socie e soci.

Prima riflessione:
Abbiamo modificato il regolamento elettorale. E’ stato costruito internamente alla banca ma nonostante questo il risultato ha lasciato tanti insoddisfatti. Non importa, c’è e lo seguiamo.

Io ho chiari due aspetti, ma sono abbastanza chiari a tutti?:
1) tutti i promotori possono parlare con i soci, dal 20 dicembre al 17 maggio, anche se presumibilmente non negli stessi consessi fino al periodo elettorale;
2) nessun socio è tenuto a votare una lista in funzione dei desiderata dei referenti dei soci, o delle rappresentanze dei portatori di valore. Il voto di appoggio alla lista P-roseguimento è un sostegno alla costituzione della lista, non un impegno a sostenerla anche in assemblea. La firma per la lista A-lternativa allo stesso modo non vincola il voto in assemblea.

Seconda riflessione:
Una connessione logica del socio presidente lo porta a scrivere che non avere idee radicalmente diverse su come interpretare ad attuare la banca non giustifica la presentazione di una lista A-lternativa. Cosa ne pensate?. C’è una lista alternativa con tre promotori che fanno parte della storia della banca. Ma sono diversi e quindi diversa sarebbe la modalità di rapportarsi con il direttore, con i soci, con i soggetti istituzionali. Diverso probabilmente il modo di affrontare quei punti che erano aperti nella sua presentazione del 2010 e lo sono ancora oggi. C’è una distanza enorme fra il non avere idee radicalmente diverse e il voler essere accettati per cooptazione.

Terza riflessione:

le caratteristiche del presidente: sono state pubblicate in un documento, non so se davvero, come si diceva nelle prime slide, sono state successivamente oggetto di discussione con i soci. Ma erano prevalentemente un elenco di desiderata, e non di richieste normative. Anche in relazione all’aver già fatto parte di CDA bancari. Noi soci di banca etica ci siamo abituati a presidenti che vanno oltre il loro ruolo di garanti super partes della dialettica dei componenti del consiglio. Abbiamo voglia di fare una riflessione su quanto sarebbe appropriato avere un presidente o una presidente che effettivamente gestiscano solo il ruolo di garanzia?

Tra l’altro, dato che molti me lo chiedono, è per questo che non si vede il mio nome in quel ruolo: al momento reputo che sia importante restare con un ruolo esecutivo.

Quarta riflessione:

L’onere della scelta è ancora di tutti. Anche la banca è di tutti. Noi ci mettiamo i nostri nomi, anche se Giulio Tagliavini non sarà fra i nove componenti della lista. Non è una cosa nata davanti ad una pizza. Ci sono i legami affettivi verso la ‘rete’ banca etica fatta di tantissime persone speciali, ma soprattutto la razionalità e la scelta di condividere con tutti che non c’è un solo pensiero, modo di fare banca. Quando verrà votato, lo onoreremo. Chi esercita già un ruolo, quale esso sia, ha il diritto di dare un suggerimento, ma non di etichettare gli altri. Sono stati creati due percorsi perchè entrambi ‘sani’. Ricordiamoci che non era per fare contenta la Banca d’Italia. Vogliamo pubblicamente dirlo agli altri? Io lo penso. 

Cristina Pulvirenti – 28/01/2019

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