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Gruppo di Iniziativa Territoriale di Banca Etica

Stare a Popoli Insieme, il volontariato dalla parte giusta

A cura di Alberto Bortolami e degli altri volontari di Popoli Insieme

L’Associazione Popoli Insieme ODV si occupa, fin dai primi anni ’90, di accoglienza e integrazione di migranti, rifugiati e richiedenti protezione internazionale sul territorio di Padova. Oggi, in particolare, il lavoro si sviluppa lungo tre assi. In primo luogo l’accoglienza: ci occupiamo di prima accoglienza, rivolta quindi ai richiedenti protezione internazionale, e di seconda accoglienza, per coloro che detengono già la protezione internazionale ma che tuttavia vivono in uno stato di forte marginalità sociale, trovandosi molto spesso privi di lavoro e sempre privi di una dimora dignitosa. In secondo luogo, l’Associazione promuove percorsi di formazione per volontari e non, come il “Corso di formazione per Volontari nei servizi a migranti e richiedenti protezione internazionale”, che ha appena visto concludersi la sua 16^edizione. Il terzo asse di intervento riguarda la sfera della sensibilizzazione, fatta di incontri per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sul tema delle migrazioni e dei diritti umani, nonché di eventi rivolti alla cittadinanza. 

Non dimentichiamoci però che Popoli Insieme è una associazione volontariato, e proprio nel volontariato trova la sua linfa. Una linfa fatta di volontari storici, e di chi – ogni anno, anche solo per qualche mese – decide di fare la sua parte: ad oggi ci sono circa cinquanta persone che decidono di spendere il proprio tempo e le proprie competenze all’interno delle attività di Popoli Insieme. Persone di tutte le età, ma soprattutto ragazzi/e giovani, che pur impegnati all’università decidono di “mettersi in gioco”. Oggi, e durante tutte le ultime settimane, nonostante il lockdown e l’emergenza COVID-19, noi volontari abbiamo continuato ad animare e portare avanti attività e percorsi di vario genere. Certo, ci siamo dovuti reinventare e adeguarci ai mezzi disponibili, ma… ci siamo riusciti! Il “Corso di formazione per Volontari nei servizi a migranti e richiedenti protezione internazionale”, ad esempio, si è spostato online: sei serate digitali su un totale di dieci, con una partecipazione ed un entusiasmo sempre molto elevato!  Anche l’insegnamento dell’italiano per gli ospiti di prima e seconda accoglienza prosegue, come volontari ci stiamo sperimentando nella didattica a distanza, al fine sia di garantire quella continuità così importante per l’apprendimento della lingua, ma anche la semplice relazione con i ragazzi: mai come ora una videochiamata, qualche battuta in chat, diventano quella “presenza” che serve, che ci è richiesta, e che fa bene a noi e a loro. Anche le attività di sensibilizzazione non si sono fermate! Gli incontri con le classi delle scuole superiori, parlando e confrontandoci sul tema delle migrazioni, si svolgono online, con il desiderio forte dei ragazzi di capire e il desiderio dei volontari di far sì che ogni incontro sia speciale, nonostante lo schermo del computer, nonostante la distanza che il coronavirus ci impone. 

Il volontariato come nostra colonna portante, oggi come ieri. Nel 1990, fu proprio un gruppo di ragazzi a decidere che era ora di “fare qualcosa” e così nacque il nostro primo centro di accoglienza a Padova. Allora la migrazione era diversa, si arrivava soprattutto dal nord Africa e dall’est Europa e si trovava lavoro velocemente! Poco a poco, però, una spinta invisibile ma inarrestabile ci ha portato a fare una scelta radicale: dedicarci in modo specifico all’accoglienza di rifugiati politici e richiedenti asilo, di chi scappa da guerre e persecuzioni, ed è costretto a lasciare tutto e a non fare mai più ritorno. Quanti volti abbiamo impressi nella memoria, quante storie abbiamo ascoltato… storie difficili, che raccontano mondi e vite lontanissimi da noi, ma anche -sempre- storie di speranza e di rinascita: quella stessa speranza che ogni giorno, da tanti anni, ci fa andare avanti su questa strada e ci dà la consapevolezza che sia quella giusta.

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